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 venerdi 17 e sabato 18

harlock e cineforum bolzano presentano:

HK: festival di rimusicazioni
(clicca qui per scaricare il bando di concorso)

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  • Al festival verranno presentati i film che hanno partecipato al concorso e, naturalmente, quelli che lo hanno vinto.  Il concorso consiste nella creazione di nuove colonne sonore per vecchi film muti. L'operazione ha lo scopo di riscoprire e rivitalizzare vecchie opere che rischiano di essere dimenticate.

  • " HK " risulta un festival unico nel suo genere e nel giro di pochi anni siamo sicuri diventerà un fondamentale punto di riferimento per filmaker, montatori, musicisti o semplici appassionati.

  • Il concorso è stato concepito dall'associazione culturale Harlock che vede nella particolare sintesi di immagini e musiche il principale motivo di interesse. I linguaggi artistici qui si fondono, trovano nuovi significati o recuperano quelli che il tempo ha disperso o cancellato. Il Cineforum Bolzano collabora nell'organizzazione del festival (i giorni delle proiezioni), con il principale intento di recuperare il pubblico alla fruizione di vecchi film muti con un particolare interesse verso i più giovani.

  • L'iniziativa è in parte finanziata dalla fondazione della Sparkasse e, naturalmente, dall'Assessorato alla Cultura della Provincia.

  • I film verranno poi proposti al circuito della Federazione Italiana Cineforum e probabilmente avranno un passaggio sulla RAI 3 locale.

 

HK: festival di rimusicazioni

Inizio ore 20 :30     Ingresso L.4.000      Tesseramento L.3.000



su   Programma:

VENERDI 17      

 L'uomo con la macchina da presa

(URSS, 1929) di Dziga Vertov

durata:64'

Rimusicato da Sub - Xenia (Brunico-Bz)

Musiche originali.

Genere: elettronica

Big business

(USA, 1929)

durata:18'

Rimusicato da Mann.Y Pardeller e Alois Pirone (Bolzano)

Musiche non originali.

Genere: film music,jazz,jungle, minimalista,big beat

Un chien andalou

(Francia, 1929) di Luis Boñuel e Salvador Dalì

durata:16'

Rimusicato da Anomos -Raimondo Falqui, Igor Gottardi- (Bolzano)

Musiche originali.

Genere: elettronica

Le voyage dans la lune

(Francia, 1902) di Georges Melies

durata: 8'

Rimusicato da Sergio Massaro e Carlo Tommasi (Trieste)

Musiche originali  Genere: classico e elettronica

Musiche non originali: canti popolari russi e musica sacra ortodossa

 


SABATO 18    

L'uomo con la macchina da presa

(URSS, 1929) di Dziga Vertov

durata:64'

Rimusicato da Tiziano Popoli e Vincenzo Vasi (Vignola – Mo)

Musiche originali.

Genere: elettronica di ricerca

Emak-Bakia

(Francia, 1926) di Man Ray

durata: 12'43"

Rimusicato da Johannes Hiroshi Nakajima (Bolzano)

Musiche miste, in prevalenza non originali.

Genere: tradizionale giorgiano con elementi di jazz (Tomio Tremmel, ZaZa Miminoshvili-Zurab J. Gagnidze)

Amor pedestre

(Italia, 1914) di Marcel Fabre (Robinet)

durata: 5'

Rimusicato da Heinrich Unterhofer (Frangarto – Bz)

Musiche originali.

Genere: sinfonico moderno

Sabato ci sarà la premiazione delle rimusicazioni vincitrici del concorso

 

su   LA GIURIA DEL CONCORSO:

  • Vittorio Albani: critico musicale
  • Katia Assuntini : regista
  • Ferruccio Cumer: per il Cineforum Bolzano, presidente della scuola di Cinema e Televisione Zelig
  • Mauro Franceschi: musicista
  • Francesca Nesler: regista RAI
  • Andreas Perugini: per la Harlock, filmaker, musicista

I premi previsti sono:

  • premio: L. 2.500.000
  • premio: L. 1.500.000
  • premio: L.    500.000
 
 
 
  su HK: RIMUSICAZIONI FESTIVAL   n.1

I VINCITORI DEL CONCORSO

premio:

L'uomo con la macchina da presa. popoli

  • (URSS, 1929) di Dziga Vertov

    durata: 64'

    Rimusicato da Tiziano Popoli e Vincenzo Vasi (Vignola – Mo)

    Musiche originali.

    Genere: elettronica di ricerca

    Voto: 8,7   (7/7/9/9/10/10)

    Vince L.2.500.000

La giuria:

La colonna sonora elaborata da Popoli e Vasi non si limita all'attenta rimusicazione ma si addentra nella sonorizzazione. Gli autori dimostrano di avere una profonda conoscenza del testo filmico originario e questo ha permesso loro di sottolineare puntualmente gli snodi narrativi del film, portando il pubblico a meglio comprendere. Colonna sonora intelligente, professionale, ricca di pause, cali, silenzi, riprese piene di significati; colonna sonora magica e suggestiva: per fortuna, al suo interno, vi sono alti e bassi, altrimenti ci troveremmo dinnanzi ad un capolavoro.

I singoli membri:

1. Colonna sonora bella, intelligente, professionale e analitica, ricca di pause, cali, silenzi, riprese pieni di significati; inoltre fine, elegante, coerente, piena di rispetto nei confronti del regista ma insieme coraggiosa nell'adeguarsi, quando opportuno, alle esigenze del pubblico e nell'utilizzare con gusto e moderazione le meraviglie tecnologico-musicali dell'elettronica. Uno dei rari casi in cui una rimusicazione aiuta realmente gli spettatori ad avvicinarsi a un grandissimo capolavoro del cinema muto quale L'uomo con la macchina da presa di Vertov indubbiamente è, senza sminuire o travisare le straordinarie intenzioni e intuizioni poetiche e sociali presenti nel film.

2. Popoli e Vasi hanno saputo cogliere il senso più profondo del capolavoro di Vertov con puntualità e suggestione.

3. Un lavoro assolutamente filologico, vero e professionale. Una "lettura" matura, dove - rispetto all'effetto - è indubbiamente la poesia ad avere la meglio. Un lavoro difficile ma attentissimo, analitico ed estremamente corretto che aiuta davvero la visione ed esalta la genialità della pellicola. Per fortuna, al suo interno, vi sono alti e bassi, altrimenti ci troveremmo dinnanzi ad un capolavoro.

4. Il lavoro di Popoli e Vasi denota indubbiamente una profonda ricerca musicale ed una cura stilistica considerevole. La colonna sonora elaborata non si limita alla puntuale musicazione ma si addentra nella sonorizzazione di alcune importanti parti dell'opera di Vertov. All'ottima scrittura musicale, al buon livello tecnico del riversamento si aggiunge, infine, una profonda conoscenza del testo filmico originario che porta l'elaborato a sottolineare puntualmente gli snodi narrativi del film permettendo al pubblico di comprendere quello che il tempo ha disperso e cancellato.  Questa rimusicazione potrebbe assurgere a diventare la colonna sonora ufficiale de L'uomo con la macchina da presa. Lodevole risulta anche la scelta di una "versione inglese" del film: di buona qualità e non censurata.

5. Tiziano Popoli... per la professionalità nel montaggio, per l'uso intelligente della tecnologia musicale elettronica (hardware e sofware), per l'accurato bilanciamento tra effetti sonori, sonorizzazione ambientale e musiche.

6. L'opera rimusicata acquista una nuova forza narrativa; la colonna sonora supporta il racconto per immagini rispettandone tempi e modi, ed interviene magicamente, con evidente professionalità ed intento documentario, sull'opera di Vertov.

premio:nakajima

Emak-Bakia

  • (Francia, 1926) di Man Ray

    durata: 12'43"

    Rimusicato da Johannes Hiroshi Nakajima (Bolzano)

    Musiche miste, in prevalenza non originali.

    Genere: tradizionale giorgiano con elementi di jazz
    (Tomio Tremmel, ZaZa Miminoshvili-Zurab J. Gagnidze)

    Voto: 7,8   (6/7/7/8/9/10)

    Vince L.1.500.000

La giuria:

Sebbene i brani siano in prevalenza non originali, l'autore, optando per una scelta sonora non elettronica, dimostra qui la sua originalità e con musica sostanzialmente acustica riesce a creare atmosfere dense di ricercata magia. Il film di Man Ray, grazie a questa rimusicazione, acquista così una nuova dimensione onirica, secondo il precetto surrealista.

I singoli membri:

1. Nell'illustrare con le note il film (rarissimo e molto bello, fra l'altro) di Man Ray, l'autore della rimusicazione ha mostrato intelligenza e gusto nella scelta dei pezzi non originali, non di rado di provenienza esotica, indipendenza dalle mode correnti nella preferenza accordata agli strumenti acustici e alle relative atmosfere, rispetto verso cineasta e pubblico nella scelta di toni fini, eleganti, permeati di un raro understatement nei brani originali.

2. Premio per la magia, la poeticità e la fluida combinazione di suoni e musica che esaltano il gioco formale delle immagini.

3. Elegante e davvero interessante. Con immagini e suoni di mondi sostanzialmente differenti eppure correttamente in simbiosi. Un lavoro che possiede un'indubbia certificazione artistica, da lodare anche e non solo perché - nella scelta sonora - non si è voluto concedere nulla ad un'elettronica sempre più di moda, scegliendo invece suoni più naturali e diretti.

4. Nakajima dimostra di avere spiccata sensibilità. Il suo elaborato nonostante la prevalenza di musiche non originali risulta ricercato e raffinato proprio per la scelta non scontata delle musiche di derivazione georgiana. Al buon livello tecnico del riversamento si aggiunge quindi una ricerca stilistica interessante prima, affascinante subito dopo. Il film di Man Ray grazie a questa rimusicazione, acquista così una nuova dimensione onirica, come secondo il precetto surrealista.

5. Per l'invenzione di una sonorità personale.

6. L'interessante scelta della pellicola viene rinnovata attraverso una rimusicazione originale per le sonorità innovative ed assolutamente corrispondenti a tempi di un cinema d'arte assolutamente non contemporaneo. Buona la corrispondenza di intenzioni.

premio:unterhofer

Amor pedestre

  • (Italia, 1914) di Marcel Fabre (Robinet)

    durata: 5'

    Rimusicato da Heinrich Unterhofer (Frangarto – Bz)

    Musiche originali.

    Genere: sinfonico moderno

    Voto: 7,7   (6/7/8/8/8/9)

    Vince L. 500.000


La giuria:

Una rimusicazione convenzionale, classica, ma capace di commentare, anticipare, capace di creare un'ulteriore dimensione all'azione filmata. Alla maestria della composizione si aggiunge una spiccata ironia.

I singoli membri:

1.Lo stile dell'accompagnamento originale è simpaticamente convenzionale ma "alto" nella sua impostazione sinfonicheggiante variata, spiritosa, musicalmente ineccepibile e intelligentemente illustrativa (il film, noto a pochi addetti ai lavori, è piuttosto divertente). Ottima anche l'esecuzione orchestrale.

2. Premio ad Amor pedestre per aver saputo recuperare lo stile del film muto, enfatizzandone i passaggi narrativi più significativi.

3.Un lavoro ironico e con un buon senso del tempo. Sostanzialmente coraggioso ma non così tanto da arrivare a "pungere" come forse il tema della pellicola richiederebbe.

4. Unterhofer sceglie un film raro e divertente. Elabora una colonna sonora orchestrata dove risultano notevoli lo sforzo compositivo e la complessità della scrittura. Dalla musica forse si poteva pretendere maggiore originalità, ma una colonna sonora "di genere" come questa ha il pregio di accompagnare lo spettatore lungo il percorso del film regalando allo stesso le giuste emozioni e la giusta ironia.

Il riversamento non è stato fatto come si sarebbe potuto…

5. Per la maestria della composizione, capace di commentare, anticipare, creare un'ulteriore dimensione all'azione filmata.

6. Musiche originali, scrittura complessa, dinamica: commenta ma non solo. 


La giuria:

  • Vittorio Albani: critico musicale
  • Katia Assuntini: regista
  • Ferruccio Cumer: per il Cineforum Bolzano, presidente della scuola di Cinema e Televisione Zelig
  • Mauro Franceschi: musicista
  • Francesca Nesler: regista RAI
  • Andreas Perugini: per la Harlock, filmaker, musicista


Curricula:

  • Tiziano Popoli

    Dopo studi musicali accademici ha composto musiche di scena per spettacoli teatrali, performances, video, istallazioni, sonorizzazioni audiovisive e colonne sonore cinematografiche collaborando, tra gli altri, con i musicisti  Chris Cutler,  Fred Frith, Tony Coe, Phil Minton, Lindsay Cooper, Lamin Kontè,  Paolo Fresu, Enrico Rava, Glenn Ferris, Gianni Gebbia, Mauro Franceschi; con il gruppo teatrale Koinè, con Teatro Reon e Teatret La Luna; con i coreografi Paco Decina, Odile Cazes e Orazio Caiti; con gli attori Arturo Brachetti, Ugo Tognazzi, Giorgio Gaber; con i registi John Dexter, Guglielmo Ferro, Ugo Gregoretti, Gianni Zanasi, Lucilio Santoni e Fulvio Ianneo; con la videomaker Daria Menozzi e con il fotografo Olivo Barbieri.

    Nel 1988, invitato ad esibirsi al festival Time Zones di Bari, dà vita al Popoli-Dal-pane Ensemble col quale pubblica 2 CD: Lezioni di anatomia  e Serenate;

    nel 1990, assieme a Massimo Simonini, forma il gruppo N.O.R.M.A. col quale ha sinora pubblicato 2 CD: N.O.R.M.A. e L'arpa e l'asino . Con queste formazioni partecipa a importanti festivals e rassegne esibendosi, tra l'altro, a Bologna, Roma, Salonicco, Belgrado, Novi Sad, Berlino, Rotterdam, Amsterdam e Londra.

    Per il coreografo Paco Decina ha composto le musiche per la creazione Vestigia di un corpo  (Rovereto, Festival Oriente Occidente 1991); per Odile Cazes ha scritto le musiche per Salutation d'un ami lointain  ( Marsiglia 1992), Memoire des lombes  (Toulon 1995), Sextuor (Marsiglia 1997), Et puis apres (Aix En Provence 1998); per la compagnia Tribe  (cor. Lydie Nury) ha scritto le musiche del duo Demianes  (Marsiglia,1997).
    Nell' ambito delle celebrazioni leopardiane e su commisione del Centro Regionale Danza (Aterballetto) e del Teatro di Iesi, ha composto le musiche per la coreografia Fuga naturale di Orazio Caiti, eseguite dall'Orchestra Filarmonica Marchigiana.

    Ha composto le musiche per il film Nella mischia  di Gianni Zanasi, (Festival di Cannes, sezione Quinzaine, '95) e per alcuni films muti tra cui La passione di Jeanne D'arc, Il Gabinetto del dottor Caligari, Nosferatu, Ottobre, The man with the camera.

    Su commissione di RadioRai 3 Audiobox ha elaborato il radiodramma Il mistero dei tre su testi di Chris Cutler; Su commissione del Quartetto Borciani  ha composto il quartetto d'archi  La nave dei folli e, su commissione del Festival Angelica, il brano L'Indifferenza, per orchestra sinfonica.

    Sue musiche sono state trasmesse dai canali radiofonici e televisivi della RAI, della Radio Svizzera, della televisione belga, spagnola, giapponese (NHK) e da Thames TV; ha ricevuto commissione di composizioni da Rai radio 1, Rai radio 3 e Radio Svizzera.


  • Vincenzo Vasi
    Oltre che grande apprezzatore di manga giapponesi e raffinato conoscitore del cinema di fantascienza di serie B è uno dei più attivi e richiesti bassisti della scena "non accademica" emiliana. Attivo anche come cantante, vibrafonista e arrangiatore fa parte, tra l'altro, di Ella Guru, dell' Orchestra Spaziale  di Giorgio Casadei, de Gli impossibili  di Guglielmo Pagnozzi, del Trio magneto, di N.O.R.M.A. e di Shellvibes.
    Per questa sua frenetica attività, anche se si è dotato di cellulare, è molto difficile da rintracciare, ed ecco spiegato perchè il suo curriculum risulta così ridotto.

    Collabora da tempo con T. Popoli (N.O.R.M.A) e fa parte dell'associazione culturale Basse sfere di Bologna.

    (Curriculum redatto da T. P.)


  • Johannes Hiroshi Nakajima
    E' nato il 6 maggio 1977 a Wiesbaden in Germania da madre tedesca e padre giapponese. Dal 1984 fino al 1996 frequenta il liceo classico a Osterburken, un piccolo paese nei pressi di Stoccarda. Dopo il servizio civile assolto presso un asilo a nord di Monaco comincia a studiare filosofia e psicologia all'università Ludwig-Maximilian a Monaco. Dopo un anno tuttavia decide di iscriversi alla Zelig- scuola di cinema e televisione di Bolzano, che frequenta dal settembre 1998.
    Johannes ha fatto vari tirocini presso case di produzione cinetelevisive in Germania e Italia e nel 1998 ha realizzato il suo primo cortometraggio intitolato Golgatha. Nel tempo libero coltiva le sue conoscenze cinematografiche, dipinge, suona pianoforte e didgeridoo, viaggia e festeggia.

    Con il premio ricevuto vuole finanziarsi un cortometraggio da girare in Super8 nella primavera del 2000, dopo essere tornato da un viaggio in Colombia.



  • Heinrich Unterhofer

    29.03.1958 Sarnthein (Bolzano, I)

    Ausbildung:


    Konservatorium Bozen:
    Komposition (Francesco Valdambrini)
    Diplom am Konsevatorium Milano unter der Leitung von Prof. Giacomo Manzoni und Azio Corghi
    Sommerkurse in Siena
    Weiterbildung in Fiesole mit Sylvano Bussotti

    Berufliche Tätigkeit:

    seit 1992 Professor für Komposition am Konservatorium in Bozen
     
    Auszeichnungen:

    1984 - Auszeichnung des SSB zum Tiroler Gedenkjahr;

    1985 - Ulivo d'oro (Imperia);

    1985 -  La Ville De Bagneux (Paris);

    1986 - Terzo Premio Città di Trieste;

    1986 - Dritter Preis beim 37.Internationalen Wettbewerb "G.B.Viotti";

    1987 - Expert of Music;

    1996 - Honorary Mention IBLA International, Foundation New York City;

    1997- Grand Price IV Level IBLA Internationai, Foundation New York City;

    1998 - Film Festival TV Numero Zero Merano;

    1998 - Grand Prive IV Level IBLA International, Foundation New York City.